I luoghi dell’Apocalisse

La settimana scorsa ho rilasciato il nuovo eBook, “Scorci dell’Apocalisse“. Si tratta di una serie di racconti, ambientati in un mondo post-apocalittico, quello del Survival Blog. Sono storie scritte in diversi periodi di tempo, dal 2011 fino a quest’anno, quindi risulta particolarmente complicato fare un “making of” preciso dei processi creativi che le hanno generate.

Come minimo però, posso farvi vedere dove queste storie si svolgono. Uno degli aspetti di maggior rilievo del Survival Blog era il dover impersonare sé stessi, quindi avere a che fare con i luoghi che si conoscono di persona, ma interpretandoli in chiave horror. Questo aspetto, nell’eBook, è presente in particolar modo nella sezione centrale, nei racconti “Sardegna Gialla”, diviso in due parti, e in “What if”. In seguito ho tentato di analizzare luoghi distanti da quelli che conosco, adattandoli allo scenario comune dell’ambientazione. Quindi in “Piovevano bombe” e “Involtini primavera” i personaggi si muovono fuori dall’Italia. Ovviamente la precisione nelle descrizioni in quei due racconti non può essere ai livelli di quelle degli altri due, ma grazie alla potenza di Internet ho comunque cercato di essere il più preciso possibile, citando luoghi che potevo visitare in maniera virtuale grazie a Google&co.

Fatta questa piccola premessa, seguitemi in questo tour dell’Apocalisse.

La prima tappa è la Karachi-Hyderabad Motorway, in Pakistan.

La motorway di "Piovevano bombe"

La motorway di “Piovevano bombe”

È la strada lungo la quale si muovono Qais e Claire, i due protagonisti di “Piovevano bombe”, il racconto di apertura dell’eBook. Quella con cui hanno a che fare loro è piuttosto diversa, disastrata dall’abbandono dovuto alla Pandemia Gialla e dagli effetti devastanti del bombardamento nucleare che ha interessato gran parte della nazione, nella finzione del Survival Blog. C’è molto più deserto di quanto possa essercene in realtà, ai lati della Motorway attraversata dal ragazzino armato di pistola e fumetto e dalla giovane giornalista. E di sicuro è una strada più pericolosa, dato che i Gialli infestano il territorio.

La seconda tappa è Viale Merello, a Cagliari.

Viale Merello, in "Sardegna Gialla - Parte 1"

Viale Merello, in “Sardegna Gialla – Parte 1”

Quando mi sono cimentato con la scrittura del primo spin-off del Survival Blog, mi sono ricordato della scritta sul muro che vedete nella foto. Si trovava in Viale Merello, una delle vie su cui di solito passo andando all’università. Ora come ora la scritta è stata cancellata, ma ai tempi mi era sembrata un ottimo elemento da inserire all’interno dello scenario apocalittico. Cosa può essere successo in quella strada nelle prime fasi del contagio? È quello che si domanda Guido, il protagonista della Parte 1 di “Sardegna Gialla”, mentre si dirige verso la casa dove spera di trovare la persona che sta cercando, nel suo desiderio di inseguire un sogno risalente a prima del crollo della civiltà.

Il prossimo luogo dell’apocalisse è il paese di Belvì, nell’entroterra sardo.

La Belvì apocalittica, da "Sardegna Gialla"

La Belvì apocalittica, da “Sardegna Gialla”

La foto l’ho scattata tempo fa per la versione gratuita di “Sardegna Gialla” e ho cercato di renderla coerente con l’ambientazione del racconto: quindi cupa, oscura, minacciosa. Belvì, paese di nascita di mia madre, in realtà è tutt’altro che cupo e minaccioso, anzi. Dovendo però rielaborare lo scenario in chiave post-apocalittica, quello che regna sul paese è il silenzio, l’immobilità, la desolazione e, ovviamente, i Gialli. È in questo paese che il mio alter-ego arriva negli episodi conclusivi della Parte 2 di “Sardegna Gialla”.

Quarta locazione dell’orrore è Via Roma, di nuovo a Cagliari.

Via Roma, diversa da come è in "What if"

Via Roma, diversa da come è in “What if”

In “What if”, penultimo racconto dell’eBook, è presente un andamento alternativo delle avventure del mio alter-ego del Survival Blog. Quindi il Gianluca Santini personaggio, anziché dirigersi verso le montagne e abbandonare il territorio urbano, rimane a Cagliari, e inizia a muoversi soprattutto nella zona di Via Roma, vicina al porto, nella parte più centrale e interessante della città. La Via Roma in cui cammina è però molto diversa da quella riportata in fotografia: dappertutto aleggia un tanfo pestilenziale, dovuto alle numerose autovetture incendiate, ai cadaveri in ormai estremo stato di decomposizione e ad altri elementi tipici di ogni apocalisse che si rispetti. Nonostante ciò, si riesce a godere di una certa pace e tranquillità, nel silenzio dei portici.

Infine arriviamo all’ultima tappa di questo viaggio virtuale: il ristorante Capital, nella Chinatown di San Francisco.

Volete ordinare degli "Involtini primavera"?

Volete ordinare degli Involtini primavera?

Il punto in cui inizia “Involtini primavera”, racconto inedito che affronta un aspetto differente dello scenario del Survival Blog. Anziché essere ambientato in piena desolazione post-apocalittica, questo racconto è collocato negli anni in cui ancora la Pandemia non è esplosa, ma si diffonde pian piano nelle varie parti del globo. Non ci sono ancora allarmismi, egoismi, razzie. La vita a San Francisco procede normalmente e, in una sera di Gennaio, Lily e Nathan vanno a cenare nel ristorante Capital, in piena Chinatown. Nei giorni successivi però qualcosa di strano inizia a succedere anche in città.

Se volete sapere cosa succede in questi e negli altri luoghi attraversati dai personaggi, vi invito ad acquistare l’eBook, in formato ePub o in formato Kindle, a seconda di quello che preferite.

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